Arrampicata in Toscana
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Spigolo Bonatti di Capo d'Uomo - Monte Argentario (E. Meraldi, 2012)
AD+, 6A (obb. 5c), II, S1, SE

Un aereo spigolo quasi a picco sul mare, le spalle all'Isola del Giglio e alle scogliere della Corsica, l'arrivo al punto di partenza in prossimità di una affascinante torre del XII secolo posta a guardia delle coste dagli attacchi dei pirati saraceni prima e turchi poi. Un ambiente eccezionale per una via a dire il vero non bellissima e piuttosto corta, anche se certamente divertente. La via dello spigolo, conosciuta in letteratura come "spigolo Bonatti", è una via decisamente sportiva, di grado max 6a e qualche passo obbligato di 5c, chiodatura a fix superstretta da falesia. Aperta recentemente da una guida della Valtellina, a quanto pare è già molto frequentata.
Vista l'esposizione a Sud-Est e la quota a pochi metri dal mare la salita è certamente consigliata dall'autunno a inizi primavera.
Si raggiunge Porto Santo Stefano (GR) e alla prima rotonda si svolta a sinistra verso località Campone per 4 km; al primo incrocio ci si mantiene sulla strada di sinistra e dopo poco si la strada scollina, conm vista sul mare. Si lascia l'auto in una piazzola sulla sinistra e si imbocca la strada sterata che scende sulla destra, seguendola fino a un curvone in salita; qui si lascia la strada e si imbocca il sentiero tra i cespugli di rosmarino percorrendo tutto il crinale in direzione della ormai visibile torre. Poco prima di arrivare alla torre, e già di fronte allo spigolo e alla parete di Capo d'Uomo, si imbocca una traccia di sentiero che scende ripida prima costeggiando la parete (monotiri) quindi devia a sinistra allontanandosi dal settore più franoso e scendendo per un noioso ghiaione (ometti). Infnie, sempre seguendo gli ometti, si ripiega verso destra riavvicinandosi alla parete e raggiungendo in breve l'attacco, in corrispondenza di un leccio (40 min circa dall'auto).
Ritorno facile, alla fine del quarto tiro si segue la cresta camminando un po' a sinistra del suo filo, con qualche passo di II fino alla torre e quindi al punto di partenza.
Cordini per unire le soste, 15 rinvii, 110m.

L1- partenza su diedrino (5b), si traversa poi a sinistra sullo spigolo (passo chiave, 6a), qualche passo più complicato (5c) poi ci si sposta più facilmente verso destra fino alla sosta. 25m, 10 fix.
L2- si sale diagonalmente verso destra su una bella placca lavorata (5b) infilandosi in un diedro aperto con alcuni passi più complicati (5c), si sale il diedro e quindi si traversa decisamente e facilmente verso destra; quindi si prosegue lungo lo spigolo esposto (5c, poi più facile) fino alla sosta; 35m, 15 fix.
L3- si prosegue per un diedrino facile (4b) quindi per rocce facili (3c) fino alla sosta alla base del pilastrino finale, 25m, 6fix.
L4- tiro verticale ma ben ammanigliato (5a, passi di 5b) fino alla sosta, lunghezza molto estetica; 30m, 11 fix.
La letteratura indica altri 3 tiri ma sono davvero troppo ricercati; a mio modesto parere la via finisce qui.


Panorama della parete
con il pilastro finale

Quarto tiro