Arrampicata in Toscana
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Spigolo Dolfi - Torre Francesca (Apuane) (G.Dolfi e A.Gaspari 1957)
D, 5B (obb. 5A), IV, S1, NW

La Torre Francesca è una torre dall'aspetto dolomitico, quasi un contrafforte al Pizzo delle Saette, nel massiccio della Pania; un ambiente davvero unico incastonato in una delle più belle valli delle Apuane.
Il grado e la difficoltà della salita non devono forviare, la torre Francesca è un vero ambiente montano apuano, l'avvicinamento è lungo e la discesa richiede esperienza, l'ambiene è isolato e selvaggio. D'altronde, tutto ciò rende l'arrampicata della torre Francesca un'esperienza di montagna completa nel più puro paesaggio delle Alpi Apuane. L'avvicinamento più classico è dal Rifugio del Freo, il ché tra le altre cose vi garantisce la migliore zuppa (di fagioli, o ceci, a seconda della stagione) della regione Toscana. Di fronte a voi si apre in tutta la sua maestà la Pania affiancata dal suo arcigno fratello minore, il Pizzo delle Saette. Imboccando il sentiero che dal rifugio conduce alla cima della Pania (cartello di legno "attacco torre francesca"), dopo pochi minuti e passato un primo piccolo boschetto di faggi si incrocia sulla sinistra una traccia di sentiero (ometto), segnalata da una serie continua e ben evidente di ometti, che attraversa prima un prato, poi alcuni boschetti (corde fisse in discesa), poi pietraie, infine un ultimo tratto molto scosceso ed esposto, soprattutto costeggiando la torre. L'avvicinamento dal rifugio richiede circa un'ora, e molta attenzione soprattutto nella parte finale. La via, ben evidente e chiodata a fix, sale lo spigolo NO, il più settentrionale della torre (nelle vicinanze numerose altre vie di maggiore difficoltà, tra cui la celebre Maestri).

Discesa in doppia: dalla cima un fascio di cordini permette di calarsi qualche metro verso S fino a inontrare una catena (si vede una sosta con qualche cordino, la catena è immediatamente sopra); da lì doppia di poco meno di 30 metri sempre in linea con la precedente calata, puntanto più o meno verso l'imbocco del canale del Serpente; spostando si di 4-5 metri a sinistra (faccia a monte) si incontra la seconda catena, e si recupera la corda avendo l'accortezza di mantenerla fuori da incisioni e scaglie. Infine ultima doppia diretti questa volta a Ovest, cioè la più diretta verso la base: 55 metri di doppia verticale, da togliersi la voglia.
9 rinvii, eventualmente qualche cordino, fettuccia per le soste, 120m di dislivello.

L1- Inizia con un caminetto facile (III), poi roccette. Sosta sulla sinistra mi pare con fettuccia, noi l'abbiamo saltata e unito i primi due tiri
L2- Placca facile (IV-) +, poi per roccette facili fino alla base di un muro
L3- muro verticale IV+, ben spittato sulla sinistra, poi placca facile, sosta a cavallo di una fessura piuttosto aerea
L4- dallo spit sopra la sosta traversare subito a sinistra (altro spit) quindi entrare nel camino, al terzo spit uscire comunque dal camino per una placca molto ammanigliata, da cui si esce dopo qualche metro IV+, poi roccette facili, una sosta vecchiotta da saltare (allungare il rinvio!) e con un breve passaggio più atletico arrivare facilmente in sosta. Attrito alla corda.
L5- si sale a sinistra per diedrino facile (III) raggiungendo una fessura un po' strapiombante (due spit, possibilità di protezione intermedia, anche generoso cordino all'uscita, se questo mancasse rimane comunque la clessidra), V+ (un bel 5b c'è tutto), poi muretti facili
L6- breve tiro su roccette di uscita (passi III), fino in cresta.



La torre Francesca

Il secondo tiro

Arrivo alla vetta