Arrampicata in Toscana
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Spigolo Est, Monte Sagro (E. Questa, 1899)
AD+, IV (obb. IV), IV, C3/R3, E

Lo spigolo Est del Sagro ha un aspetto davvero maestoso: incombe sulla valle di Vinca verticale e severo ed è visibile da lontanissimo. La sua salita è uno di quei casi in cui il grado tecnico (III, forse qualche passo di IV) non corrisponde all'impegno alpinistico che richiede. Per la verità di roccia ce n'è poca, a parte il primo e l'ultimo tiro il resto è più che altro una salita su paleo quasi verticale, bassi arbusti e terriccio, con qualche sasso malamente appoggiato e piccoli salti di roccia. L'ambiente, però, è da togliere il fiato, uno sguardo su tutte le Apuane, l'Appennino, il mare ad Ovest e a Sud, la verde valle di Vinca sotto i piedi.
Ci tengo sempre molto a fare delle relazioni precise, ma questa volta non mi è proprio riuscito: i tiri intermedi sono un blob di erba e sassi dei quali ricordo poco o niente dal punto di vista tecnico, ci sono dei chiodi di via che possono essere usati per le soste o per la progressione di conserva (a seconda dell'esperienza sul terreno), e persino il percorso di via non è più di tanto obbligatorio.
L'esposizione, a parte i primi due tiri, non è assoluta come sembrerebbe dal basso.
Quello che posso dire in generale è che a questa via ci si prepara camminando in Apuane, non certo in falesia.
Utili friend medi e piccoli, cordini (qualcuno lungo), 5 rinvii. Esposizione Est, 200 metri. III con qualche passo di IV.


Avvicinamento: descrivo l'avvicinamento da Campocecina, raggiungibile da Carrara. Al bivio che a sinistra porterebbe al rifugio Carrara proseguire dritti (indicazioni Cave del Sagro) fino al piazzale di fronte alle cave che hanno sventrato il monte Sagro.
Da Qui il sentiero 173 inizialmente sale verso destra, poi si stacca verso sinistra e si arrampica sul versante ovest del Sagro, quindi dopo un tratto attrezzato lo aggira entrando nel Catino (versante NOrd, sulla valle di Vinca), ancora in parte attrezzato.
Conviene abbandonare il sentiero all'ingresso di un evidente ghiaione alla fine del bosco, in leggera salita, poi salita più aspra, rimanendo inizialmente a 20-30 metri dalla roccia, poi più vicino, fino alla cresta. Da questo punto la cresta diventa inizialmente affilata (passi di II, esposta, al limite da fare in conserva con spuntoni), poi si apre a crinale, fino all'attacco.
L'attacco è molto evidente, con grosso anello cementato.

La via inizia abbastanza verticale ed esposta, già dal 3° tiro inizia ad essere più morbido.
L1: tiro di roccia quasi verticale, inizia con 10 metri di IV (3 chiodi) piuttosto rotti inizialmente, poi III+ per un'altra decina di metri, da proteggere (presenti fessure per friend). La sosta è quasi sulla perpendicolare dell'attacco, con piastrina e chiodo.
L2: si riparte a destra della sosta, per paleo inizialmnete verticale (si cercano gli unic lembi di roccia sulla destra, qualche fessura da proteggere) poi più morbido. Sosta alla fine del paleo da integrare con friend.
L3: tiro di roccia e paleo (ci si tiene sempre sulla destra), si arriva a una breve traccia di sentiero (5 metri verso sinistra) che porta alla sosta.
L4: dalla sosta ci si tiene sempre sulla destra (in pratica si prosegue sulla verticale del tratto precedente) il terreno ora non è più verticale e risulta più facile. Finisce su ua piccola cengetta percorribile senza arrampicata. Sosta con due chiodi sotto un tettino.
L5: partenza sempre sulla destra per roccette e poi paleo. Sosta su un chiodo.
L6: dalla sosta si procede leggermente a destra e poi su inizialmente per paleo più verso sinistra e quindi per rocce, si sale su uno sperone di un paio di metri (un chiodo), che si può affrontare direttamente o sulla destra in un caminetto (attenzione, la parte bassa sembra comoda come appoggio ma è quasi staccata, forse non la troverete nemmeno al prossimo passaggio): superato lo sperone si fa sosta sulla sella prima della paretina, grosso chiodo di sosta.
L7: muro a blocchetti di pochi metri (un chiodo, alcuni di quei blocchetti sono dei cassetti aperti!), III, dopo un chiodo artigianale roccette facili (camino verso sinistra), quindi paleo: uno spuntone sporgente (apparentemente scalpellato a mano, tra l'altro) permette di mettere un cordino e recuperare il secondo.
Da qui tranquillamente per prato si arriva alla croce sommitale. Rientro dalla normale (dalla croce a Nord e poi verso le cave) o dalle tracce che si ricollegano al sentiero 172 (verso Sud).



Lo spigolo Est del Sagro

Il primo tiro

Vista sull'ultimo tiro